| San Gimignano è al centro del patrimonio turistico
regionale,
45 minuti di treno per arrivare alla centrale Stazione di SMN di
Firenze, 35 minuti di strada per Siena, 20 minuti per Volterra, un
ora per Lucca o Pisa. |
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San Gimignano è inoltre vicina ad innumerevoli
centri minori di rilevante interesse artistico, culturale ed ambientale
quali:
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Certaldo la città natale di Boccaccio (Certaldo
dal latino Cerrus Alto) presenta un centro storico di particolare
interesse. Il borgo storico, detto anche “Castello”, è raccolto
entro le mura su cui si aprono le antiche porte di accesso al borgo:
Porta Alberti, Porta al Sole e Porta al Rivellino. Si può accedere
al borgo risalendo le antiche e affascinanti ripide vie dette Costa
Alberti e Costa Vecchia, oppure dalla più moderna Via del
Castello, o tramite la funicolare che parte da piazza Boccaccio.
Caratteristica principale dei borghi medioevali, era la piazza,
su cui si affacciavano tutti i poteri dell'epoca: potere
religioso, politico, civile, e commerciale. Certaldo si è sviluppato
su una collina dalla conformazione allungata e di forma ellissoidale
che non lasciava spazio alla ‘piazza', la cui funzione è stata
assunta dall'attuale Via Boccaccio sulla quale infatti si
affacciano la Chiesa, il palazzo del potere (Palazzo Pretorio)
e le Logge del Mercato (Palazzo Stiozzi Ridolfi), oggi chiuse ma
ancora visibili nei muri. Gli attuali spazi che possiamo identificare
con le piazze, all'epoca non erano che orti, che sarebbero
serviti a fornire cibo alla popolazione in caso di assedio. Interessante
il patrimonio museale che si compone di quattro strutture: La casa
del Boccacio, Il Museo di Arte sacra, il palazzo pretorio, il museo
del chiodo (http://www.sistemamusealecertaldo.it).
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Immerso tra le verdi colline toscane, Castelfiorentino e' una
ridente cittadina della provincia di Firenze. Situata su un territorio
ricco di itinerari naturalistici e storici rappresenta oggigiorno
una piacevole scoperta anche dal punto di vista turistico. In posizione
ottimale, offre al turista la
possibilita' di soggiornare in una localita' artisticamente interessante
,con le sue numerose chiese, le sue ville signorili, i rilevanti
affreschi di Benozzo Gozzoli e quelli del santuario di Santa Verdiana
Il primo nucleo, il Castelvecchio, fu edificato sulle basi di un
antico insediamento di origine romana, chiamato Timignano.
Feudo dei Cadolingi e poi dei Conti Alberti, nel XII secolo fu
acquisito dal Vescovo di Firenze e subi' le vicende dei conflitti
tra Chiesa ed Impero e tra Siena e Firenze, di cui era avamposto
importante. Proprio per questo ottenne la sede del Podesta',
il privilegio del Giglio rosso sul gonfalone bianco e l'integrazione
del nome, che dal 1149 divenne Castelfiorentino. Nel 1260, dopo
la battaglia di Monteaperti, a Castelfiorentino fu firmata la
pace
fra Siena e Firenze.
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Montaione, è un paese di antiche origini, ricco
di arte, storia, cultura e tradizioni; lo dimostrano i numerosi
reperti archeologici trovati nelle vicinanze e che oggi è possibile
ammirare insieme ad un incantevole paesaggio tipico della campagna
del chianti della Toscana costellato da antichi borghi, fattorie
e vecchie case rurali trasformate oggi in confortevoli case per
vacanze e agriturismo. Presso Montatone la località San
Vivaldo è conosciuta per il Sacro Monte, definito anche "La
Gerusalemme di Toscana", un luogo ricco di storia, arte e
religiosità. Ciò che distingue San Vivaldo, è il
suo Sacro Monte o Gerusalemme di Toscana, un insieme di cappelle
e tempietti con gruppi in terracotta e dipinti di scuola Robbiana
del XVI secolo. I lavori di costruzione durarono dal 1500 al 1515:
ideatore e realizzatore del Sacro Monte fu Padre Tommaso da Firenze.
La Gerusalemme di San Vivaldo è la riproduzione esatta,
in scala ridotta, della vera Gerusalemme della fine del XV secolo,
anche se orientata diversamente: si è cercato di trasferire
in loco la Terrasanta, ricostruendo materialmente e simbolicamente
i luoghi essenziali della Via dolorosa.
Nei locali dell'ex fienile è aperta una mostra permanente
che illustra le caratteristiche del Sacro Monte. Sempre in comune
di Montatone si trova Castelfalfi - il cui nome deriva da 'Castrum
Faolfi' - e del suo castello risalgono probabilmente all'anno 754
a seguito di un insediamento dei Longobardi, anche se il ritrovamento
di una tomba etrusca in località Podere Bianchi nel 1926
dimostra che la zona era già abitata nell'epoca etrusca.
Parte del castello, passò nel 1139 al vescovo di Volterra
e nel 1230 si sottomise a San Miniato e poi a Firenze. Nel 1511
venne ricostruita la chiesa romanica di San Floriano e saccheggiato
nel 1554 dalle milizie di Piero Strozzi al tempo della guerra tra
Siena e Firenze che divise la Toscana.
Nel rinascimento il Castello
di Castelfalfi, che si trova su uno sperone da cui domina la valle
del fiume Roglio nel cuore delle terre di Toscana , subì varie
ristrutturazioni fino a trasformarsi da maniero militare in villa,
conservando il suo aspetto fino al giorno d'oggi. Di particolare
curiosità sono le cantine su due livelli, dove si trovano
i primi esperimenti di tini invetriati risalenti all'inizio del
XX secolo. Per un lungo periodo il borgo fu sorretto da una economia
prevalentemente agricola, fino all'inizio del '900 in cui venne
costruita la tabaccaia per la lavorazione della pianta del tabacco
importata dall'America. Il territorio di Castelfalfi è ricordato
grazie ad un importante ritrovamento negli anni '70 riguardante
i resti fossili di una balena ritrovata presso il podere la Spina,
adesso conservata presso il museo di Storia Naturale del Comune
di Montaione. Ultimamente, la Tenuta di Castelfalfi è stata
restaurata ed adibita a residence turistico. E' stato costruito
un complesso sportivo composto da una piscina e un campo da tennis,
mentre nelle vicinanze si trova un campo da Golf a 18 buche inserito
in un contesto paesaggistico di notevole pregio, mentre nel castello è stato
realizzato un ristorante.
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Poggibonsi (Podium Bonitii: Poggiobonizio) "bilico
della provincia Toscana", come la definiva Giovanni Villani
nella sua Cronaca del 1300, situata nell' Alta Valdelsa alla confluenza
delle principali vie di comunicazione che attraversano la Toscana,
all' apparenza può sembrare solamente una città moderna
ed invece offre opere d' arte ed antichi monumenti di grande valore
ed interesse. Tra questi ricordiamo il Palazzo pretorio un edificio
della fine del 1200 inizi del 1300 ed è stato la sede del
potere civile di Poggibonsi dopo la distruzione di Poggiobonizio
nel 1270 e fino alla costruzione del nuovo Palazzo Comunale nel
1862. La chiesa testimonia, nel suo assetto essenziale e pur nelle
reiterate trasformazioni subite, il trapasso armonico e gotico.
La chiesa di San Lorenzo degli Agostiniani di Lecceto, che vi ebbero
a lungo il loro convento, e è il luogo dell'incontro storico
fra Carlo VII e Girolamo Savonarola avvenuto, come ricorda un'epigrafe,
nel 1495.
L'edificio, dopo innumerevoli tragiche vicende (soppressione
dell'ordine, occupazioni militari,trasformazione in caserma prima
e ospedale poi, bombardamenti, ecc..) è stato intelligentemente
e accortamente ripristinato e si offre ai visitatori nelle sue
linee armonicamente essenziali e con opere di grandissimo pregio:
un S. Nicola di Neri di Bicci, il trecentesco e veneratissimo crocifisso
di Giovanni D'Agostino, la bella Madonna delle Grazie proveniente
dal soppresso Oratorio del Piano, il Cassero della Fortezza di
Poggio Imperiale e.
l'imponente corona muraria del perimetro esterno della Fortezza
medicea costruita agli inizi del millecinquecento per volontà di
Lorenzo il Magnifico. Il progetto non fu portato a pieno compimento
e pertanto non venne realizzato il nucleo urbano previsto al suo
interno. Venne invece edificato il Cassero, a pianta pentagonale,
che oggi, restaurato, domina i colli circostanti. Ma l'intera sommità della
collina di Poggio Imperiale, che sovrasta il centro abitato di
Poggibonsi, rappresenta un esempio straordinario nel processo di
formazione insediativa della Toscana centrale.
Il Comune di Poggibonsi e l'Università di Siena
hanno voluto realizzare, sulla collina, "Il Parco Archeologico
e Tecnologico di Poggio Imperiale" che offre al turista la
possibilità di
visitare le diverse fasi di insediamento riportate alla luce e
di osservare da vicino, durante i periodi di scavo, il lavoro degli
archeologi.
Il Parco è infatti caratterizzato dalla presenza
di un cantiere archeologico in continua evoluzione, tanto che il
Dipartimento di Archeologia dell'Università di Siena ne
ha fatto uno dei punti di eccellenza per la propria attività di
ricerca e formazione di alto livello.
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Dai primi insediamenti del neolitico risalenti al IV millennio
a.C., per passare poi a quelli etruschi e poi romani, Colle di
Val d'Elsa nasce come città vera e propria in pieno Medioevo,
per diventare una delle protagoniste della storia dei liberi comuni,
delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, per poi ancora affermarsi
definitivamente come importante centro industriale. L'abitato
si è sviluppato originariamente in tre borghi autonomi,
distinti per strutture e configurazione planimetrica: il Borgo
di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano. I primi
due insediamenti sono i più antichi, sedi privilegiate dei
gruppi egemoni cittadini, e sono posti su uno stesso crinale collinare
nella direzione Est-Ovest e separati da un ampio vallone, dominano
la zona del fondovalle dove sorge il terzo "borgo", quello
del Piano, più recente per diffusione urbana e da sempre
adibito alle attività produttive. Pur presentando il territorio
di Colle grandi ritrovamenti archeologici, risalenti addirittura
al IV millennio avanti Cristo, i primi documenti, dove si nomina
Colle di Val d'Elsa, risalgono al X secolo, ma è dalla fine
del XII secolo che la cittadina acquistò progressivamente
autonomia e identità politica: i primi statuti comunali
documentati risalgono al 1307.
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Casole d'Elsa, antico insediamento etrusco, come
testimoniano le numerose tombe rinvenute, è un borgo collocato
sul dorso di un colle che regala al visitatore una vista panoramica
di grande suggestione. Nei secoli XI e XII fu feudo dei Vescovi
di Volterra. Passato nel 1260 sotto il dominio dei senesi, essendo
una località di interesse strategico, per difenderlo dagli
attacchi esterni fu necessario successivamente erigere nuove fortificazioni.
fra cui due torri rotonde sul lato orientale tuttora esistenti.
Casole assunse così i connotati della “torre murata”,
cioè circondata da mura conservate fino ad oggi. La cinta
muraria dell'abitato di Casole ha una forma ovoidale, con una estensione
dell'asse maggiore di circa 400 metri ed una larghezza di circa
130. Le due antiche porte di accesso adesso non esistono più;
quella a nord prendeva il nome di Porta ai Frati; quella a sud,
chiamata Porta Rivellino, è possibile vederla solo su vecchie
foto fatte prima che andasse distrutta dai nazisti durante la seconda
guerra mondiale. Sul lato orientale, invece, si conservano ancora
due torri rotonde costruite nel 1481 da Francesco di Giorgio Martini,
che ebbe l'incarico di rafforzare tutte le fortificazioni.
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Pievescola sorge alle pendici della Montagnola, non lontano
dal tracciato di fondovalle della via Maremmana. La sua Pieve,
dedicata a San Giovanni Battista, fu fondata al principio del sec.
XI dalla contessa Ava di Montemaggio, che poco prima aveva fondato
Abbadia a Isola. Probabilmente fece parte della comunità della
Suvera. Ha uno schema basilicale a tre absidi con navate divise
da pilastri quadrangolari con semicolonne addossate. La facciata,
con un campanile a vela a bifora realizzato posteriormente, reca
un portale ad architrave sormontata da un arco riempito e sopra
una bella trifora in marmo giallo di gusto pisano lucchese, che
può essere riferita al soggiorno del maestro pisano Bonamico,
quando era impegnato nella pieve di Mensano.
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Monteguidi era un antico castello degli Aldobrandeschi,
che alla metà del sec. XIII era già sottomesso a
Siena. Aveva una forma allungata in senso nord sud, con una dimensione
massima di circa 130 metri, mentre quella trasversale non superava
i 40 metri. Purtroppo oggi non c'è quasi più traccia
delle antiche mura, mentre sono ancora conservate le due porte
poste alle estremità dell'asse maggiore. Della porta settentrionale
resta soltanto un arco in pietra a tutto sesto. La porta meridionale, è ben
conservata e si compone di un arco esterno in pietra e di uno più profondo
a volta, in mattoni dalla parte interna. Delle mura si è perso
invece quasi ogni traccia, salvo un brevissimo tratto di quelle
di levante, rintracciabili quasi dietro la chiesa di S. Andrea.
Lungo la via centrale, via Cavour, sono schierate alcune case che
conservano evidenti strutture medievali e due torri in pietra.
La Chiesa di S. Andrea e S. Lorenzo, situata presso la porta nord, è romanica.
Trasformata dai rifacimenti subiti in varie epoche, conserva dell'edificio
antico, l'arco in mattoni e conci di pietra circondato da un fregio
in cotto e il piccolo portale sul fianco sinistro, con l'architrave
in pietra, sorretto da due mensole.
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Acqua e benessere, arte e natura, cultura e gastronomia: tre binomi
che rendono Gambassi Terme il luogo ideale per un soggiorno all'insegna
della rigenerazione del corpo e della mente. Gambassi si trova
infatti nel cuore della Toscana più autentica, in quello
scorcio di Valdelsa dove lo sguardo si perde tra le dolci colline,
coronate da vigne, ulivi e cipressi. Terra antica, abitata dagli
Etruschi e dai romani, la cittadina fu poi nel medioevo stazione
di sosta per i viaggiatori ed i pellegrini che percorrevano la
via Francigena. Sin dal '300 Gambassi divenne centro di produzione
vetraria ed i suoi "bicchierai" furono richiesti in tutta
Italia. Di questa fiorente attività artigianale si sono
trovate di recente eloquenti tracce archeologiche nel territorio
comunale, oggi riunite in un esposizione permanente. E' in questo
affascinante contesto che sorge lo stabilimento termale ed il centro
benessere "Acqua Salsa di Pillo".
Avvolto da un incantevole parco di piante secolari, l'edificio
delle terme è stato completamente ristrutturato tra il 2002
ed il 2003 e mette ora a disposizione un ambiente molto più accogliente
e funzionale, offrendo ai clienti un'ampia gamma di servizi termali,
terapeutici, ed estetici.
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Il titolo le deriva dalla sua particolare collocazione geografica.
San Miniato è situato lungo la Via Francigena, che collegava
nel Medio Evo l'Europa settentrionale a Roma, flusso ininterrotto
di uomini, eserciti, traffici, idee e culture. San Miniato è terra
di insediamento etrusco e poi romano, come testimoniano gli scavi
di una necropoli del III secolo a.C. in località Fontevivo
e quelli di una villa romana in località Antonini, i cui
reperti sono visibili al Museo archeologico di Firenze e in piccola
parte nel Museo Civico. Il nucleo originario della Città risale
all'VIII secolo, quando diciassette longobardi, secondo il
documento originale del 713 conservato all'Archivio Arcivescovile
di Lucca, edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. La
città è dunque di origine germanica e dal Medio Evo
sarà conosciuta come San Miniato al Tedesco. Nell'arco
di cinque secoli San Miniato crescerà come bastione medievale,
da quando Ottone I di Sassonia, nel 962, ne farà uno dei
centri dell'amministrazione imperiale, fino a Federico II
di Svevia che nel 1218 vi edificherà il suo castello, destinandolo
alla raccolta dei tributi per l'Italia centrale. San Miniato,
al declinare della potenza sveva, diviene libero comune. La città si
estende con grandi conventi, scuole, istituzioni e ospedali. Gli
Statuti comunali, conservati nell'archivio storico, ne testimoniano
l'indipendenza e la fortuna. Solo alla fine del XIV secolo
San Miniato dovrà sottomettersi alla nascente Signoria fiorentina.
Sarà di nuovo una tedesca, Maria Maddalena d'Austria,
moglie di Cosimo dei Medici a privilegiare San Miniato, facendone
sede vescovile nel 1622. Una grande statua marmorea le sarà eretta
per gratitudine. Purtroppo distrutta a fine Settecento dai giacobini
sanminiatesi durante la Rivoluzione Francese, ne resta oggi solo
un poderoso frammento, collocato vicino al convento francescano.
Forte è lo sviluppo della città nel secolo successivo.
La sede diocesana la arricchisce del Santuario del Santissimo Crocifisso
e del grande Seminario. La vita culturale è fertile e crea
accademie di studio e di cultura, come quella degli Affidati e
poi degli Euteleti. Alla fine dell'Ottocento San Miniato è una
città ormai definita. Sarà la II Guerra Mondiale
a infliggerle un duro colpo quando l'esercito tedesco mina
e distrugge la rocca di Federico II e larga parte dei quartieri
medievali, ma la ricostruzione sarà rapida: nel 1957 la
rocca viene riedificata dalle rovine a indicare dalla piana la
rinascita della città.
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La primitiva
costruzione del castello, tuttora presenza dominante a Vinci, risale
all'Alto Medioevo ed è noto nella tradizione popolare
come “castello della nave” per la forma allungata e
la torre che rimandano alla sagoma di un'imbarcazione a vela.
Intorno all'anno Mille il borgo divenne possesso dei Conti
Guidi, che ne dominarono le sorti fino al 12 agosto 1254, quando
Vinci fu sottomesso a Firenze e trasformato in Comune. Situata
al confine occidentale dello Stato, Vinci fu oggetto di contesa
da parte dei nemici di Firenze e visse direttamente le turbolente
vicende che tormentarono la vita politica della capitale. Sotto
le mura del castello si alternarono le soldatesche capeggiate da
Uguccione della Faggiuola (1315), Castruccio Castracani (1320-26),
Jona Hakwood, detto l'Acuto (1364), capo delle compagnie
di ventura Inglesi al soldo di Pisa. Dopo numerose vicissitudini
e modifiche della struttura originaria, il Castelllo tornò di
proprietà del Comune di Vinci nel 1919. In località Anchiano,
il 15 Aprile del 1452, nacque Leonardo e trascorse a Vinci gli
anni della sua fanciullezza. Di particolare interesse il Museo
Leonardiano, il Museo Storico della caccia e del territorio. Villa
Medicea, Cerreto Guidi.
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Il complesso composto dall'Eremo o Rotonda di Montesiepi e dalle
rovine della grande Abbazia di Circestense di San Galgano è uno
dei più suggestivi che si trovano in Toscana. Nella Rotonda
di Montesiepi si trova, infissa nella roccia, la Spada di San Galgano.
Edificata tra il 1182 ed il 1185, sopra alla capanna sulla collina
ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita e proprio lì dove
aveva infisso la sua Spada nella roccia, la Rotonda di Montesiepi
fu originariamente la Tomba del Santo che fu sepolto a nord della
spada come a vedere, attraverso la porta di ingresso, Chiusdino.
Solo nel 1220 (o 1218?) fu iniziata la costruzione della grande
Abbazia a valle. I lavori di costruzione durano fino al 1268, quando
venne ufficialmente consacrata dal Vescovo di Volterra Alberto
Solari. Dopo cento anni di grande splendore fino al 1364 seguì la
lenta decadenza data dalla sventurata pratica della Commenda. Un
fatto sopra ogni altro: nel 1550 il Commendatario Girolamo Vitelli
arrivò a vendere (dopo i gioielli e chissà cosa altro)
il tetto in piombo. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare
il convento alla fine nel 1789, dopo che la Rotonda di Montesiepi
fu elevata a Pieve, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata
definitivamente alla rovina. Mentre la Rotonda di Montesiepi ci
riporta, con la sua Spada nella Roccia, alla saga di Re Artu, la
grande Abbazia ci riserva, con la sua Geometria Sacra, altre sorprese
sia "musicali" e sia "egizie" e sia sul Santo
Graal.
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Di origine etrusca, Castellina in Chianti giocò un ruolo
primario per la sua posizione chiave di collegamento tra le città etrusche
meridionali ed il Nord. Nel 1200 passa nella sfera di influenza
di Firenze, dopo essere stata feudo dei Signori del Trebbio, di
cui fu presidio militare, soprattutto per la vicinanza geografica
a Siena, nemica storica di Firenze. In questo periodo è capoluogo
della Lega del Chianti, comprendente i territori di Gaiole in Chianti
e Radda in Chianti, il cui emblema è un gallo nero, lo stesso
riprodotto nello stemma del Comune di Castellina. Nel 1500 diventa
definitivamente parte del Granducato di Toscana, perdendo il suo
carattere strategico-militare e trasformandosi in centro agricolo:
le sue colline si ricoprono di fattorie e casolari. Il centro storico
ha un impianto medievale di cui è testimonianza Via delle
Volte, una strada coperta addossata alle antiche mura: percorso
coperto che corre lungo le mura est, molto suggestivo. che ricalca
l'antico pomerium, spazio pubblico di origine arcaica adiacente
alle mura, con funzioni sacrali e di sicurezza militare. In origine
scoperto, è stato coperto dallo addossarsi delle case private
alle mura stesse quando queste hanno perso la propria funzione
di difesa. Percorrendo la via principale da sud a nord si nota
sulla destra il palazzo Ugolini, già Squarcialupi. con un'ampia
facciata con tre porte a bozze incrostate di pietra serena, otto
finestre arcuate al primo piano corrispondenti con finestre quadrate
al secondo. Sulla facciata stanno due stemmi di pietra della famiglia
Ugolini. L'adiacente palazzo Bianciardi ha tre piani e due ordini
di finestre quadrate incorniciate di pietra serena. Sopra l'ingresso è lo
stemma mediceo di Papa Leone X (Giovanni de' Medici, figlio di
Lorenzo il Magnifico, Papa dal 1513 al 1521) che qui si ristorò durante
il suo passaggio nel 1513.
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Il più antico nucleo abitato,
da cui ebbe origine il centro di Greve, viene individuato sull'attuale
collina di San Francesco, citata in un documento dell'XI
secolo per una donazione di S. Bernardo degli Uberti al Monastero
di San Salvi. In seguito fu sede di un antico ospedale e, dalla
fine del Quattrocento, ospitò un piccolo insediamento monastico
dell'Ordine Francescano (da cui prese il nome), trasformato
oggi nella sede del Museo d'Arte Sacra. Greve in Chianti
nacque ai margini delle importanti reti di comunicazione che facevano
capo alla via Volterrana e alla via Francigena. In compenso, i
percorsi viari del territorio permettevano di raggiungere agevolmente
Firenze e, attraverso l'attuale Passo del Sugame, la valle
dell'Arno a monte di Firenze, dove si trovano importanti
luoghi di mercato (come ad esempio Figline Valdarno). Fu proprio
questo carattere di apertura nei confronti di diversi approdi commerciali
a determinare la nascita del mercatale di Greve, l'attuale
Piazza del Mercato, al centro di un'area densamente popolata,
già ricca di pievi e chiese rurali e disseminata di castelli
e borghi feudali, che dopo la conquista e la successiva trasformazione
da parte dei fiorentini sono divenuti residenze signorili, ville
e ville-fattorie. Il Chianti fiorentino era un territorio pregiato
dal punto di vista agricolo: vi si produceva, fra l'altro,
un vino molto apprezzato, citato da documenti del XIV secolo, che
allietava le mense dei ricchi fiorentini. La posizione intermedia
tra Firenze e Siena, in un periodo di grande crescita culturale,
artistica ed economica delle due principali città della
Toscana, ebbe conseguenze importanti per lo sviluppo dell'intero
territorio grevigiano, al quale contribuì anche la presenza
regolare, nelle residenze di campagna, di un qualificato ceto dirigente,
rappresentato dalle principali famiglie fiorentine. La parte più antica
del borgo gravita intorno al convento di San Francesco e alla piazza
del mercato: tale struttura rimarrà sostanzialmente intatta
fino al XIX secolo. Solo dopo l'Unità d'Italia,
con l'assegnazione della sede del Comune, il vecchio “mercatale
a Greve” diventerà il centro più importante
della vallata.
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Massa Marittima è una città d'arte
adagiata tra le Colline Metallifere, circondata dalla campagna
maremmana e ricca di bellezze storiche, ambientali ed architettoniche
ereditate da un florido passato. Dal borgo medievale, fino alla
città nuova, si possono percorrere i vicoli antichi e ripidi
che si intrecciano nel centro storico e salgono fino alla parte
alta del borgo; qui è facile trovare angoli suggestivi e
caratteristici e punti panoramici che si affacciano a valle fino
al mare. Molti dei luoghi più significativi, sono racchiusi
dalla piazza della città: la meravigliosa Cattedrale di
San Cerbone, il Palazzo Comunale, le Fonti che cingono il famoso
affresco dell'Abbondanza e il Palazzo del Podestà sede
del museo archeologico. Salendo in Città Nuova si incontrano
gli edifici risalenti al XIII secolo: il complesso di San Pietro
all'Orto, con il chiostro di Sant'Agostino, la Torre
del Candeliere e la Fortezza Senese. Il turismo sta diventando
l'attività trainante della cittadina: oltre al patrimonio
storico-monumentale e ai musei, la città offre varie opportunità escursionistiche,
dal trekking, al ciclo-turismo, all'equitazione. La città è circondata
dalla tipica vegetazione del luogo: dalla macchia fitta e bassa,
ai cespugli di alloro e ginestra, fino ai fusti dei lecci e dei
corbezzoli. Particolarmente interessanti e suggestivi, per i turisti
ed i visitatori, i principali eventi che si svolgono ogni anno
nella città: il Balestro del Girifalco, il Toscana Fotofestival,
Lirica in Piazza e Calici sotto le stelle.
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